Cunziria

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La Cunziria non fa parte dei borghi di cui finora ci siamo occupati ma abbiamo deciso di includerla nel progetto per due motivi: rappresenta uno spaccato storico-economico della Sicilia della prima meta del XX secolo e, come tale, degno di nota. In secondo luogo, trovandoci di base a Vizzini durante i due giorni di sessione, non potevamo tralasciare un luogo così interessante.
Fondata intorno agli anni ’20 del ‘900, il borgo rappresenta un valido esempio di architettura rurale. La zona del vizzinese, fino al 1960, era dedita alla lavorazione delle pelli poiché era semplice reperire le materie prime necessarie alla concia del pellame. Oltre a ciò, la zona era ricca di acqua e, grazie ad un ingegnoso sistema di canalizzazioni, questa veniva redistrubita all’interno delle botteghe e stipata dentro grandi vasche oggi ancora visibili in alcuni edifici del borgo. Posta nella valle tra la zona abitata di Vizzini e la collina antistante il paese, la Cunziria sorge su diversi livelli ed è formata da varie abitazioni (circa 40 strutture) che svolgevano la doppia funzione di casa-bottega. Nel corso degli anni, così come accade per quei luoghi non ritenuti più remunerativi, è iniziato lo spopolamento e il declino. Da parte della Amministrazione comunale sono stati fatti svariati tentativi di recupero ma nulla è stato portato a termine. Alcuni edifici sono stati ristrutturati, anche se in parte, altri occupati e adibiti a stalle, macelli clandestini  e depositi, fanno presagire che la Cunziria non sarà ripresa in breve tempo.

Acusticamente la Cunziria presenta diversi livelli di ascolto a seconda della distanza con il luogo. Dall’agriturismo poco sopra, è possibile sentire una vera e propria tavolozza di suoni: il pascolo degli animali nella collina vicina, il passaggio delle macchine a bassa velocità (la strada per raggiungere il borgo dal paese presenta diverse curve, è stretta e non consente grandi velocità) e il suono degli animali presenti nel borgo stesso, in basso. Man mano che ci si avvicina, è possibile sentire la maggiore presenza di animali (a fare da guardia sono i cani – e i loro suoni di difesa), mentre i suoni ambientali esterni al borgo tendono a sparire (grazie al fenomeno buca). Rimane, se siete fortunati e siete nella stagione di pascolo, il suono metallico di differenti campanacci. La Cunziria e le sue costruzioni presentano diverso materiale davvero insolito, semanticamente parlando, materiale che è testimone degli usi per cui serviva il borgo. Se dal viale principale giungete alla casa di fronte, fermatevi ad ascoltarla. L’acqua ha completamente inondato gli interni che sono diventati un’unico inaccessibile stagno nero, permettendo ad uccelli di diverso tipo di nidificare tra le pareti così che, quando cantano, è possibile sentire un particolare suono di bambina che indubbiamente, non conoscendo la fonte, con difficoltà sarebbe identificabile per la sua sorgente (se non fosse che ogni tanto le sorgenti sbattono le ali). Ogni edificio, piccolo all’ingresso, quasi tutti inaccessibili, presentano caratteristiche simili in fatto di ambiente. La Cunziria risente della vicinanza a luoghi abitati. Essa stessa è fattoria e occupazione più o meno abusiva e il suono degli animali, soprattutto nella piazzetta principale, diventa protagonista lasciando soltanto a tratti trasparire l’esistenza di un ruscello.