Borgo Schisina

schisina

Dati Planimetrici dei Singoli Edifici

  • Ambulatorio Medico: 141,88 m² circa
  • Ufficio dell’Ente: 103,81 m² circa
  • Caserma dei Carabinieri: 115,12 m² circa
  • Bottega Artigiani con Alloggio: 72,93 m² circa
  • Chiesa e Canonica: 173,32 m² circa
  • Delegazione Municipale: 238,16 m² circa
  • Collettoria Postale: 78,46 m² circa
  • Scuola con Due Alloggi: 265,87 m² circa
  • Trattoria e Rivendita: 131,96 m² circa
  • Scuderia, Lavanderia, Forno: 60 m² circa
  • Bottega Artigiani con Alloggio: 72,93 m² circa

Percorrendo la SS 185 di Sella – Mandrazzi che collega Novara di Sicilia a Francavilla, si incontra il borgo rurale di Schisina a circa 800 metri di altezza. Inerpicato sulle propaggini orientali dei monti Nebrodi, l’agglomerato fa parte di un’opera di ripartizione che ricopre una superficie di circa 890ha, voluta negli anni ’50 dall’ERAS – l’ente che prese il posto dell’ECLS. Analoga opera di riforma ma con un’estensione ben più modesta – solo 450ha circa – si andava progettando nella zona di Contessa Entellina dove oggi sorgono i borghi residenziali Roccella, Pizzillo, Piano Cavaliere (del tipo Minore) e i borghi Cozzo Finocchio e Castagnola (del tipo Ridotto).
Schisina - tavola1La riforma agraria nella zona di Francavilla di Sicilia ha previsto il sorgere di sette piccoli borghi, non molto distanti gli uni dagli altri con caratteristiche ben precise. Oltre a Schisina – costruito nel 1954 e  collaudato fra il 14 e 15 Giugno 1956, ed il 12 e 19 Luglio 1956 – borgo esclusivamente di servizio che avrebbe dovuto servire 148 lotti e case dei lavoratori agricoli – vennero costruiti i borghi “misti” di tipo C, Morfia (ex Piano Torre I – IV), S. Giovanni e Piano Torre II – III accomunati tra loro dalla presenza della chiesa, della scuola rurale e delle case per i contadini. Le restanti costruzioni di Monastero – Bucceri, Malfitano e Pietrapizzuta furono pensate per la sola residenza delle famiglie coloniche.
Borgo Schisina rispecchia il tipico borgo A o grande, grazie alla presenza della chiesa e della canonica, della delegazione municipale, dell’ufficio postale, della caserma dei carabinieri, dell’ambulatorio medico, della scuola, delle due botteghe artigiani, degli uffici dell’ente, del forno, della trattoria e rivendita, degli alloggi per gli addetti ai vari servizi e del bevaio. Tra la fase progettuale e realizzativa, però, sembrano esserci state delle modifiche. Difatti, confrontando la veduta assonometrica, riportata nel volume “22 Anni di Bonifica Integrale” edito dell’ERAS nel 1952, con le riprese satellitari si nota come la Stazione dei Carabinieri, inizialmente progettata all’ingresso del Borgo, sia stata successivamente realizzata più a valle tra l’ufficio dell’Ente e la bottega degli artigiani. Inoltre è stata realizzata, forse durante i lavori del 1962, una copertura in cemento davanti al locale che ospitava la Trattoria e la Rivendita.
Dal punto di vista architettonico, il borgo rappresenta un pregevole esempio di come sia stato possibile sfruttare il declivio del terreno per dare slancio e particolarità al complesso. Adagiato sulla parete di un’altura, Schisina consta di tre livelli che si intersecano tra loro grazie all’uso equilibrato di scale e passaggi che ne caratterizzano la struttura urbana. La strada di accesso, a livello della SS 185, scende verso la piazza dove, dopo una curva a gomito, è presente la chiesa di Maria SS. Regina. Da qui è possibile ammirare i monti circostanti, intravedere Borgo Piano Torre [LINK] e, sullo sfondo, la maestosità dell’Etna. Al livello più basso è stata realizzata la struttura che avrebbe dovuto ospitare la Scuola ma che fu sfruttata solo per un brevissimo periodo. Infatti, i sette borghi di Francavilla non ebbero mai una propria vita ed alcuni addirittura non furono mai abitati. Dai faldoni contenuti presso l’archivio storico ESA di Prizzi, si nota che dieci anni dopo la costruzione, nel 1962, alcuni locali furono soggetti a lavori straordinari per essere adibiti a colonia estiva per i figli dei dipendenti dell’ERAS e, in seguito, dell’ESA in considerazione delle mutate esigenze di riforma agraria dell’area collinare. I lavori, completati nel 1966, hanno visto la trasformazione di scuola, delegazione municipale e caserma in dormitori, dell’ufficio postale in uffici della colonia, della trattoria in refettorio, delle botteghe in alloggi del personale di servizio. Dopo tali lavori non ci sono stati ulteriori interventi pubblici di manutenzione, né risulta che gli edifici siano stati utilizzati per la loro nuova destinazione, se non da gruppi oratoriali nei soli periodi estivi.
Borgo Schisina - planimetria generaleNonostante rientri nel progetto di recupero proposto dall’ESA “La via dei borghi”, come fa notare Vincenzo Sapienza [leggi l’articolo completo], Schisina è il simbolo di una politica di insuccessi iniziata alla fine degli anni ’40 e perpetuata dall’ERAS fino agli anni ’50. Infatti, nonostante i fallimenti che derivavano dalla colonizzazione voluta dal governo fascista di trasferire la residenza del contadino dal paese alla campagna, il nuovo ente che si sarebbe dovuto occupare di dare slancio all’economia rurale siciliana ha, invece, attuato una filosofia in netto contrasto con ciò che stava avvenendo nel resto del mondo: il boom economico e la meccanizzazione dei lavori agricoli. La conseguenza di tutto ciò è che oggi, benchè le strutture non versino in condizioni particolarmente disastrose, Schisina e gli altri borghi rurali del messinese sembrano costretti all’oblio e alla noncuranza dei soliti giocatori di soft-air.

Da un punto di vista sonico, Borgo Schisina presenta un panorama coerente al paesaggio visivo. La collocazione tra la SS 185 da un lato e l’ampia vallata dall’altro lato, infatti, rendono definiti due sonotipi: il primo, intermittente, ha come soggetto principale l’antropofonia derivante dalle vetture di passaggio che attraversano i Nebrodi; il secondo, costante, è sostanzialmente basato sulla biofonia dei canti degli uccelli e sulla geofonia del vento che muove le fronde.
Internamente al borgo, il nostro ascolto ha risentito delle giornate in cui abbiamo esplorato le strutture. L’umidità e le precedenti piogge hanno infatti passato le mura e i tetti, rendendo ogni casa una scatola armonica in cui le gocce risuonano con il loro ritmo incostante. Ogni edificio, da questo punto di vista, grazie a questa particolare immagine sonora, ha un suo ritmo definito, sia nel tempo che nel materiale sonoro presente che testimonia le diverse dimensioni, materiali e degrado. A questa particolarità, si aggiunge l’interessante collocazione delle prime abitazioni del viale che sono diventate degli incantevoli luoghi di ascolto per l’esterno. Qui, quando il vento è presente – e spesso vista la collocazione lo è, in particolare le correnti che provengono dalla vallata –  è possibile ascoltare la presenza di diversi arbusti mescolarsi con il ritmo delle gocce, completando l’immagine sonora con una complementarietà interno-esterno, aumentata dai diversi riverberi prodotti dalle differenti distanze.
Scendendo per il viale principale si rimane incantati dal suono del boschetto che anticipa il belvedere della piazza. Qui, differenti specie di uccelli propongono un ascolto di figura molto intenso, laddove lo sfondo, con il passaggio delle macchine e di tanto in tanto qualche campanaccio, si rarefà definendo all’udito le distanze del paesaggio sonoro.
Fermarsi al belvedere, infine, è un’esperienza interessante anche acusticamente. Infatti, il vento che muove gli alberi, spesso si ferma e, nel silenzio della vicinanza, è possibile fare attenzione a quella lontana galassia di suoni di cui è composta la vallata. Aprendo gli occhi, in fondo, è chiaramente visibile l’Etna.

Guarda un estratto che ritrae Borgo Schisina appena costruito da “L’Avventura” di Michelangelo Antonioni con Monica Vitti, 1960 – GUARDA IL VIDEO

LISTENING GUIDE | GUIDA ALL’ASCOLTO

Scape 066 – Right Wet Houses in front of Left Windy Trees

[ENG] The recording was done inside the houses lining the right side of the main avenue. The peculiarity is the dialogue between outside and inside the house soundscapes, the first with his slow and costant envelope, the second, conversely, with its ticking inconstant result of the rain that forces the structures of room falling to the ground.

[ITA] La registrazione è stata effettuata all’interno delle case che costeggiano il lato destro del viale principale. La particolarità all’ascolto è quella del dialogo tra paesaggio sonoro esterno e interno all’abitazione, il primo con il suo inviluppo lento e costante, il secondo, viceversa, con il suo ticchettio incostante risultato della pioggia che si fa forza tra le strutture della stanza e cade a terra.


Scape 067 : Different birds songs

[ENG] The audio file is almost entirely a field-recording only partially treated, in which the presence of birds, within the forest at the end of the avenue, is the “soloist” in the middle of other distant sounds (including biophonic sounds – the bells of the cows and the mosquitoes – geophonic sounds – the wind that moves the trees – and antropophonic sound – some distant passing cars).

[ITA] Il file audio è quasi interamente una field-recording solo parzialmente trattata, in cui la presenza degli uccelli, all’interno della piccola macchia forestale alla fine del viale, fa da soggetto solista nel mezzo di altri suoni distanti (tra cui è possibile sentire suoni biofonici – i campanacci delle vacche e le zanzare – suoni geofonici – il vento che muove gli alberi – e suoni antropofonici – qualche macchina a distanza).


Scape 068 : La costanza dell’acqua

[ENG] The constant presence of water drops, falling from the eaves or from the infiltration of the walls, creates the geophonic rhythm of the borgo. During constant and intense rains, the acoustic environment can imagine how a natural rhythm section in which each material resonates unique and special.

[ITA] La presenza costante delle gocce di acqua che, cadendo dalle grondaie o dalle infiltrazioni delle pareti, crea il ritmo geofonico del borgo. In presenza di piogge costanti e intense, l’ambiente acustico può immaginarsi come una naturale sezione ritmica in cui ogni materiale risuona in modo unico e particolare.


Scape 069 : Contrasti uomo – natura

[ENG] At the top side, the borgo is crossed by the SS 189 which affects to listening. The passage of the car, in fact, influences the biophonic communication and, in some cases, makes it impossible. In quiet moments, however, it is easy to identify and perceive the sound source. In addition, the square of the borgo overlooking the valley of the river San Paolo that amplifies the signals and the tonic of the landscape as the horn of a huge gramophone.

[ITA] Il borgo è attraversato, nella parte superiore, dalla SS 189 che ne condiziona l’ascolto. Il passaggio delle auto, infatti, influenza la comunicazione biofonica e, in taluni casi, la rende impossibile. Nei momenti di quiete, invece, è facile identificare e percepire la sorgente sonora e le sua stessa profondità di campo. Inoltre, la piazza del borgo che si affaccia sulla valle del fiume S. Paolo, amplifica i segnali e le toniche del paesaggio come la tromba di un enorme grammofono.


Scape 070 : Dialoghi ad alta frequenza

[ENG] This phonograph makes clearly the soundscape of schisina. Nature is the only element that makes the place alive. The songs of birds are added to the distant bells of some cows grazing. The songs are mixed with the antropophonic sounds as a balanced and delicate natural collage.

[ITA] Questa fonografia rende in modo chiaro il paesaggio sonoro di schisina. La natura è l’unico elemento che attribuisce vita al luogo. I canti degli uccelli si sommano ai campanacci lontani di alcune mucche al pascolo. Le melodie si intrecciano ai suoni antropofonici come un collage naturale equilibrato e delicato.