Borgo Fazio

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Borgo Amerigo Fazio sorge in contrada Guarino – alcuni documenti riportano la dicitura “Guarine” – e fu progettato dall’Ing. Luigi Epifanio. Rappresenta il primo agglomerato rurale a sorgere nella provincia di Trapani e rientra tra le otto province siciliane ad essere soggetta alla colonizzazione nel 1940. Il progetto esecutivo risale al 22 Gennaio del 1940 per un importo netto di 1.113.043,85Lire a cui si aggiungeranno 389.276,76Lire per la costruzione della locanda trattoria, delle botteghe artigiane e dei relativi alloggi: la concessione dei lavori fu affidata, in un primo momento, all’impresa Bonofeder. Dai documenti originali, si nota come nell’area di coltura di Borgo Fazio furono istituiti dei poderi dimostrativi e dei campi sperimentali. I primi avevano il compito, come sottolinea Mazzocchi Alemanni ne La redenzione del Latifondo Siciliano,  di fornire “indispensabili direttive tecniche sulla sistemazione dei terreni, sulle piantagioni, sugli allevamenti e sull’ordinamento colturale in genere dei nuovi poderi”. I secondi, invece, avevano un valore prettamente tecnico-scientifico: erano, difatti, pensati per indagini, ricerche e accertamenti sulle colture.
IMG_20150304_130203Nel 1949, dopo una perizia suppletiva del 1941 che constatava, tramite un decreto interministeriale del Gennaio dello stesso anno, l’incompletezza del borgo di tipo A, furono stanziati altri 60.000.000Lire su fondi E.R.P. (European Recovery Program) per il completamento definitivo in parola. Varie furono le imprese di costruzione indicate dall’ECLS per effettuare i lavori di ampliamento e “rafforzamento”: Sempieri, Paradiso e Rimpici. A quest’ultima fu affidata la costruzione di un fabbricato servizi, di una concimaia, di un silo e di un pollaio per le massaie rurali. Inoltre, fu concessa la costruzione di una vasca e della relativa conduttura per la raccolta delle acque di scarico del borgo per una spesa complessiva di 130.000,00Lire. Leggendo i documenti originali, salta all’attenzione sia la velocità con cui dovevano essere consegnati – entro 5  mesi dalla data del verbale – e la multa di 50Lire per ogni giorno di ritardo. Nel caso di Borgo Lupo [LINK], invece, la multa era ben più esosa: 5.000Lire.
Epifanio fu uno dei maggiori esponenti dell’architettura siciliana insieme ad Ajroldi e Caracciolo, anch’essi coinvolti nella realizzazione dei borghi rurali: il primo lavorò su Borgo Callea (AG) mentre il secondo su Borgo Petilia-Gattuso (CL). L’importanza di Epifanio non fu solo pratica ma anche teorica: suo, difatti, è il volume del 1939 L’architettura Rustica in Sicilia che si poneva come un compendio di studi, schizzi, disegni e materiali raccolti nel corso degli anni. Il progetto dell’architetto siciliano rappresenta l’attuazione pratica delle indicazioni contenute nel testo citato in precedenza.  Così, l’architettura riflette «linee semplici e chiare» – come dice lo stesso Epifanio – che rispecchiano il linguaggio della campagna trapanese caratterizzata da colline dolci e vaste zone pianeggianti. Se il paesaggio naturale fosse rimasto immutato anziché venir deturpato dall’installazione di una centrale eolica poco distante, forse si sarebbe  potuta apprezzare l’atmosfera di allora.ERAS-2
Il borgo si apre a ventaglio sulle vallate antistanti, definendo in questo modo la piazza centrale su soli tre lati. È una caratteristica che si ritroverà successivamente in Borgo Ventimiglia in territorio di Caltagiorne dove, grazie alla forma del lotto di fondazione, la piazza risulta trapezoidale. Le botteghe artigiane seguono l’andamento della strada d’accesso leggermente incurvata che si apre sulla piazza. Gli edifici pensati da Epifanio sono, come dicevamo poc’anzi, volumi semplici e compatti, connessi tra loro da rampe, logge e porticati. Probabilmente è uno dei borghi che versa nelle condizioni peggiori. Molte delle strutture hanno subito crolli a causa del tempo e dell’incuria. La chiesa, che ha ormai perso il prospetto principale, sta lentamente collassando, le officine e le botteghe artigiane hanno i muri portanti ormai ceduti. Nonostante ciò, abbiamo trovato in archivio decine e decine di documenti che riguardavano la manutenzione delle stesse strutture ma, evidentemente, i risultati sono stati scarsi. Pensando ad una riconversione e rivalutazione, è facile lasciarsi sconfortare: l’unica soluzione per Borgo Fazio è l’abbattimento sistematico e la ricostruzione più fedele possibile.

Acusticamente borgo Fazio risente fortemente della presenza delle pale eoliche che, ad ogni ora del giorno, emettono un fastidiosissimo ronzio e un continuo loop. E’ davvero difficile trovare un punto che non sia figlio di questa immagine acustica. In particolare a ovest aumenta questa atmosfera dove a est, invece, in misura minore si rarefà. La difficoltà ad entrare dentro i luoghi, per la maggior parte decisamente pericolanti, fa si che una indagine sui materiali escluda quasi totalmente l’interno. Nonostante questo, il ferro dei tubi e dei pali della luce produce risonanze incredibili che è possibile far risaltare attraverso lo sfregamento con la pietra e con il legno. Il pozzo a est è profondo quanto basta per interessanti giochi di eco. Il paesaggio esterno, annichilito dalle pale, a livello acustico, quasi non esiste.