Borgo Bruca

BrucaPAG

Dati Planimetrici dei Singoli Edifici

  • Chiesa Canonica e Sagrestia – 440m2 circa
  • Caserma e Ufficio Postale – 260m2 circa
  • Delegazione Municipale e Ambulatorio Medico – 287 m² circa
  • Scuola – 319 m² circa

Borgo Bruca ricade in territorio di Buseto Palizzolo, in provincia di Trapani, e sorge su una delle tipiche colline che caratterizzano la parte occidentale della Sicilia. Il Borgo si trova di fronte al monte Barbaro su cui sorgeva l’antica colonia greca di Segesta, di cui oggi rimane un imponente tempio in stile dorico e un teatro che ospita ancora rappresentazioni teatrali e musicali. Bruca riprende il progetto dell’Ing. Tesoriere e Cocuzza del 31 Marzo 1953 e presenta le strutture basilari di un Borgo di tipo B (chiesa, scuola, caserma dei carabinieri, delegazione municipale, alloggi di servizio, ufficio postale e ambulatorio). Secondo D.A. 01989/R.A. del 22-04-1954, i lavori di costruzione vennero affidati all’Impresa Paolo Misuraca con contratto del 10 Agosto 1954, per un importo di £8.650.000 sotto la responsabilità dell’Ing. Girandoli – già responsabile dei lavori di Borgo Binuara – e del Contabile Manroner e conclusi il 16 Gennaio 1959. Come per i centri rurali della Valle del Tumarrano, a Bruca non sono presenti case coloniche. Difatti, il Borgo avrebbe servito le abitazioni dei contadini già presenti sul territorio, offrendo loro i servizi necessari per la vita di campagna.
L’accesso avviene tramite una lunga strada in salita da cui è possibile scorgere la chiesa, rispettando, così, le volontà che avevano condizionato la disposizione degli edifici nei borghi ECLS anni prima. Come sottolinea l’Architetto T. Basiricò, la borgata rurale si è caratterizzata da una “piazza aperta proposta per la prima volta da Luigi Epifanio in Borgo Fazio [LINK]. […] La chiesa domina la piazza e la circostante campagna”.
borgobrucaASPrizziIl 10 Settembre 1959, l’ERAS concesse in via provvisoria l’utilizzo della Delegazione Municipale e dell’Ambulatorio al Comune di Buseto, come indicato dalla nota n.7459. La delibera fa seguito al verbale di consegna del giorno precedente – un Mercoledì – in cui si esprime e si sottolinea che la ditta esecutrice dei lavori “rimane sempre responsabile dei difetti di costruzione e della cattiva qualità dei materiali impiegati che eventualemente venissero riscontrati dal collaudatore all’atto della visita del collaudo stesso”. Perchè i locali fossero pronti per l’entrata in servizio alle ore 10.30, l’Ente si affrettò ad organizzare una “spedizione in tempo utile degli arredamenti, attualmente in deposito presso il fabbricante, a mezzo camion”.
Dall’1 Ottobre 1959, i servizi pubblici offerti a Bruca erano ridotti e saltuari. Nella nota riservata n.137999 del 16 Febbraio 1960, il dirigente Dr. Carlo Accardi sottolinea come il medico condotto Dr. Giuliano Amore prestasse servizio solo ogni due settimane e l’Ostetrica Antonia Pace di Piano Neve “si reca a Bruca ogni qualvolta viene chiamata”. Il Comune, così, premeva per ricevere un rimborso dall’ERAS per aver mantenuto in attività le strutture e poter pagare gli incarichi. Benchè la somma di 175.000.000Lire per il periodo 1 Ottobre 1959 – 31 Gennaio 1960 era già stata predisposta dall’Ufficio Ragioneria e Contabilità dell’Ente in data 11 Maggio 1960, intervenne il Presidente Francesco Pignatone a bloccare la procedura. Difatti, con nota n.45390 del 7 Giugno 1960 si chiarì che “il Comune avrebbe dovuto attenersi alle leggi in vigore” e trattare il personale impiegato al Borgo come proprio dipendente, sollevando l’ERAS da qualsiasi rimborso spese. La cosa, però, creò qualche intoppo alle casse comunali di Buseto, come si può constatare da un’accorata lettera del 13 Luglio 1960 in cui l’Ostetrica di Borgo Bruca denuncia i mancati pagamenti e chiede un intervento risolutore all’Ispettore Ugo Minneci.
Tra i servizi pubblici garantiti da un borgo di tipo B, vi è anche la stazione dei Carabinieri. A Bruca, però, la presenza dell’arma sembrò ritardare se al 13 Maggio 1960 il Colonnello Comandante Aldo Giannone scriveva all’ERAS di “voler pazientare per l’occupazione dei locali finchè questo comando verrà autorizzato a trasferirvi i militari”. Le pratiche erano “in corso di accoglienza da parte del competente Ministero” data la “indispensabile istituzione di un reparto”. Il 10 Giugno 1965, l’Ente di Sviluppo Agricolo consegnò tramite un contratto di locazione della durata di 9 anni gli ambienti destinati a Caserma. La stipula poteva essere rescissa in “qualunque epoca quando, per leggittime circostanze la Caserma debba essere trasferita altrove”, secondo quanto indicato dall’Art.4.
Pochi anni dopo il completamento dei lavori, fu necessario un intervento di manutenzione ordinaria che riguardò tutti gli edifici e le sistemazioni esterne. Le operazioni erano ritenute “indispensabili […] per contenere i danni verificatisi e consentire la completa efficienza del Borgo, al quale fanno capo circa 600 contadini”. Il 30 Marzo 1963 venne, dunque, stilata una relazione per descrivere i lavori da realizzare grazie ai finanziamenti concessi dall'”Assessorato Bonifica” con nota n.BO/2492 del 4 Marzo 1963. La spesa ammontava a 22.840.000Lire comprese le spese generali ed il 5% per imprevisti, “e che prevede il completo riassetto del Borgo in parola”. I lavori a base d’asta riguardavano il complesso religioso per una spesa di 5.977.916Lire, la Caserma e la Posta per 2.970.055Lire, la Scuola per 4.112.266Lire, il Municipio e l’Ambulatorio per 3.842.130Lire e le opere esterne per 2.956.446Lire a cui si aggiungevano il 15% tra spese generali e imprevisti.
Nel 1965, l’ERAS divenne ESA e ogni pagamento a favore dell’Ente doveva essere rettificato e aggiornato con la nuova denominazione. Così, nella nota n.3602 del 21 Marzo 1967, la Direzione Provinciale del Tesoro di Palermo prega l’ESA di “far conoscere gli estremi della G.U.R.S. su cui è stato pubblicato il provvedimento concernente la modifica della denominazione […] e di comunicare altresì il numero do conto corrente postale su cui accreditare alle scadenze gli importi del canone di cui trattasi”. Difatti, il Ministero dell’Interno aveva prorogato “la locazione della caserma […] dal 12/8/964 all’11/8/1973 per il canone annuo di Lire1.000”.
Il piccolo centro rurale, proprio perchè sorto in una zona spontaneamente popolata, ha da sempre avuto vita. Il 3 Settembre di ogni anno si festeggia la patrona della parrocchia che coinvolge l’intera comunità dalla mattina alla sera. In una lettera del custode del Borgo – Vincenzo Pace, impiegato già dal 1959 – indirizzata all’Ufficio Gestione Borghi in data 18 Agosto 1961, si rende noto che la “cerimonia avrà sviluppo ecclesiastico con la celebrazione della messa solenne del mattino e funzioni pomeridiane con processione”. Ad accompagnare le funzioni religiose “saranno tenuti dei piccoli giochi paesani, per rendere più allegra la festa, del tpo “gioco delle pignatelle”, “gioco della cuccagna sul palo” ed altri. Alla sera la festività sarà chiusa da un probabile scoppio di fuochi d’artificio”.
Pochi anni prima che il Borgo venisse consegnato al Comune di Buseto Palizzolo, l’ESA rilevava con nota n. 2060 del 2 Ottobre 1967 che l’Asilo, uno dei servizi fondamentali per la vita di qualsiasi centro rurale, non era mai stato attivato nonostante “i locali destinati a scuola materna sono stati concessi a suo tempo al Vescovado di Trapani”. La risposta a tale sollecito arrivò il 24 Ottobre dello stesso anno quando con nota n.70335 il Presidente dell’ESA Dr. Angelo Ganazzoli pregava l’Ufficio Gestione Borghi di “provvedere, con cortese urgenza, alla consegna dei locali e delle attrezzature a suo tempo concessi in uso provvisorio a codesta Rev.ma Curia, giusta verbali di consistenza del 5.5.1959 e del 21.4.1959”. Purtroppo, come accade spesso, le risorse dell’archivio ESA non permettono di ricostruire per intero la questione che per noi rimane insoluta.
Il Borgo venne consegnato “in pessimo stato di conservazione da ritenersi inutilizzabile” al Comune di Buseto Palizzolo il 23 Aprile 1975 insieme a Badia, non molto distante dalla cittadina Trapanese. Erano presenti, all’atto del passaggio, il Dott. Angelo Burrascano in rappresentanza dell’Ente e il Sig. Antonino Toscano dell’Assessorato i LL.PP. per il Sindaco di Buseto Palizzolo, quel giorno “fuori sede”. Fino a quel momento non furono effettuati lavori di consolidamento ma che si resero necessari successivamente per la Chiesa, la Delegazione e la Scuola con sostituzione degli infissi. Negli ultimi anni non sono stati più effettuate opere di manutenzione, né ordinaria né straordinaria, se non sulla sacrestia, aumentando il complessivo degrado dei fabbricati che, però, non interessa elementi strutturali se non, in piccola parte, nell’edificio carabinieri e ufficio postale, inutilizzato da molti anni.
Come sancito dalla Legge n. 1/1940 e dalla Legge Regionale n. 9/1954, il bene è patrimonio del Demanio Pubblico e, con accordi di programma del 9 Marzo 2011 tra l’ESA e il Comune di Buseto Palizzolo e del 22 Marzo 2011 tra l’ESA e la Curia Vescovile di Trapani, è interamente nella disponibilità dell’Ente di Sviluppo Agricolo venendo inserito nel progetto “Le vie dei Borghi” patrocinato dall’Ente stesso. Per maggiori informazioni, vi riamandiamo al documento specifico su Borgo Bruca redatto dagli uffici dell’ESA [LINK]. Negli ultimi mesi, infine, l’Ente di Sviluppo Agricolo sta attuando dei lavori di ripristino e manutenzione necessari, dando una nuova speranza di rilancio per Borgo Bruca.

Bruca a livello del suono definisce la sua collocazione all’interno di un insediamento rurale. La chiesa al lato Nord è in attivo, spesso chiusa e di conseguenza non visitabile. L’unica casa totalmente disabitata sul lato Nord-Est è inaccessibile (tanto lavoro è stato fatto per sigillare le entrate delle parti più pericolanti). Nel lato Sud alcune case del territorio di Bruca hanno trasformato la piazza del Borgo in una piazza vissuta. Pertanto la ricerca si è concentrata a livello di testimonianza sul luogo sonoro – incentrandosi sulle sorgenti sonore –  che accoglie il Borgo che presenta le particolarità tipiche dell’Area: passaggi di mandrie che ostacolano il passaggio delle macchine, trattori e attrezzi agricoli statici e in movimento e rintocchi di campane tra voci di bambini in distanza.