Borgo Borzellino

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Borgo Borzellino è situato, a differenza di quelli fin qui visitati, relativamente vicino ad un paese, S. Cipirello. Si trova a ridosso della strada che collega Palermo con Sciacca (SS624) ma anche vicino alla ferrovia Palermo-Camporeale, altro progetto morto sul nascere. Progettato da Giuseppe Caronia Roberti [LINK] e Guido Puleo,  e avrebbe servito i PR699-276-302. Borgo Borzellino fu solo parzialmente completato a causa dello sbarco alleato in Sicilia del 10 Luglio 1943, sorte condivisa con Borgo Guttadauro, Borgo Bassi, Borgo Callea, Borgo Ventimiglia e Borgo Caracciolo.
Borgo Borzellino, pensato per essere di tipo “A” e dunque con tutti i servizi necessari per i coloni, ha un raggio di influenza che si interseca con Borgo Schirò distante circa 12km in linea d’aria. Tale collocazione segue i dettami del volume “Centri Rurali” (1937) a cura dell’istituto V. E. III guidato da G. Mangano secondo cui ogni agglomerato rurale doveva avere un’influenza territoriale di circa 5-6km.
Ma Borgo Borzellino non fu mai un centro urbano vivo e punto di riferimento a causa dei contenziosi e delle vicissitudine che lo afflissero nel corso del tempo. Diverse varianti sul progetto originale, portarono alla consegna definitiva nel 1955 quando il regime era da tempo decaduto, l’ECLS era divenuto ERAS e la colonizzazione del latifondo e la riforma agraria erano state attuate ma con risultati più o meno felici. Così, veniva a mancare il reale motivo per cui fu pensato, progettato e costruito. Infine, ciò che rispecchia al meglio le contese che hanno contraddistinto Borgo Borzellino è la mancata realizzazione della chiesa. Sebbene presente nel progetto originale, non fu mai costruita nonostante era stata individuata la posizione, una collinetta che sovrasta l’intera piazza analogalmente a Borgo Rizza e a Borgo Gattuso. Questa è, in breve, la storia di uno dei borghi pensati per provare a dare nuova linfa e riscatto all’economia agricola siciliana.

Da un punto di vista del suono Borgo Borzellino presenta delle particolarità figlie della sua posizione a ridosso della SS624, una delle strade principali di collegamento tra Palermo e la zona dell’Agrigentino. Il passaggio delle macchine, infatti, crea una saturazione da un lato del Borgo, a seconda delle ore del giorno, mentre dall’altro lato un pastore ha occupato un rudere per il pascolo delle vacche, alimentando di campanacci la zona ovest. Al centro del Borgo, nella piazza, è possibile sentire nitidamente la fusione di questi due paesaggi esterni al Borgo. In giornate ventose, è inoltre possibile sentire il Borgo stesso come strumento essendo finestre, ganci, giunture e legna libere di muoversi e questo alimenta l’immagine sonora del luogo. A questo proposito, il lavoro sul Borgo si è alimentato di queste suggestioni sonore che già da sè hanno particolarità e caratteristiche importanti, limitando l’atteggiamento astrattivo a posteriori e volendo enfatizzare questi aspetti.