Borgo Bassi

BassiPAG

Borgo Livio Bassi rientra nella seconda serie di opere rurali avviate dopo il 1940 e, grazie ai servizi che avrebbe offerto ai coloni, fa parte della tipologia A. Il progetto fu curato dall’Ing. Domenico Sanzone e ricade in territorio di Ummari. Come successe per Borgo Lupo, anche in questa occasione il luogo individuato in origine fu modificato più volte. Inizialmente, si scelse una zona a ridosso di Montagna Grande che, ricadendo nell’area di influenza del borgo, non sarebbe potuta essere soggetta ad appoderamento. Venne, dunque, scelta una seconda area – Contrada Fastaiella e il borgo denominato Z – anch’essa non ritenuta conveniente e, infine, nell’Aprile del 1941, grazie anche all’intervento dell’Unione degli Agricoltori di Trapani, si optò per l’attuale Ummari. Parallelamente alla costruzione di Borgo Bassi, erano previsti due sottoborghi dotati di Scuola, Chiesa ed un piccolo abbeveratoio. È interessante notare come il progetto dell’edificio religioso per il Sottoborgo “B” riprendesse chiaramente l’aspetto stilistico dello stesso edificio del Borgo principale. L’unica differenza stava solo nella disposizione del campanile, rivolto a circa 30° rispetto all’asse della facciata principale.
L’ulteriore spostamento di sede portò il raggio di influenza (5-6km) di Borgo Bassi ad intersecarsi con Borgo Fazio facente parte dei primi otto borghi. borgoZ La scelta di Ummari non fu casuale: qui erano presenti già case contadine che sarebbero rientrate nell’area di influenza di b. Bassi. Ciò diede vita ad una condizione per cui il borgo è da definirsi misto, offrendo servizi e accogliendo possibili residenti. Le variazioni del sito comportarono inevitabilmente delle modifiche sul progetto ma tuttavia l’idea basilare di Sanzone, ovvero quello di mantenere vicini tra loro le costruzioni, rimase invariata realizzando l’idea di raccoglimento che avrebbe dato ai coloni un maggior senso di conforto. Risulta lampante, difatti, come gli edifici di Borgo Bassi si affaccino sulla  strada d’accesso principale, perpendicolare alla SS113, senza disperdersi su vie secondarie. Ciò che manca, rispetto al progetto iniziale, è l’edificio del dispensario medico, ospitato in alcune stanze della sede del PNF. Il motivo per cui non fu completato è meramente economico: si dovevano tagliare le spese in un momento particolare della storia. Ciò che colpisce subito di Borgo Bassi, e che lo rende unico, è l’arco d’accesso. Secondo le intenzioni del progettista, questo non doveva avere solo funzione estetica – superandolo si nota la chiesa e il campanile – ma anche pratica come serbatoio d’acqua. Prima dello sbarco alleato del 1943, la maggior parte del borgo era già completato ad eccezione della chiesa, della canonica e degli alloggi della scuola che non sappiamo in che stato si trovassero. Solo nel 1945 ripresero i lavori che furono ultimati nel 1961. Ad oggi il Borgo Bassi risulta abbandonato, dopo varie occupazioni dei locali, a eccezione della chiesa che è tornata a celebrare, dopo l’incredibile assassinio del parroco [leggi l’articolo], le messe per la piccola comunità.

Da un punto di vista del suono Borgo Livio Bassi presenta tre differenti panorami caratterizzati dalle loro sorgenti. Il primo, quello Nord, è legato alla presenza di cavi della luce che producono un forte ronzio, perfettamente udibile sino alla piazza centrale, di sfondo, inoltre, sono presenti i suoni dell’autostrada che influenzano l’immagine acustica. A Est, diminuisce la presenza del ronzio e si avverte molto più netta l’immagine del micro-paesaggio che si crea tra i rami, una piccola piazzetta tra due palazzine e alcune costruzioni di latta ad uso luogo di lavoro. A ovest, accanto la piazza (fino ad avvicinarsi alla strada principale) è possibile gustare un’immagine interessantissima, sotto gli alberi del giardino. Infatti se da un lato la presenza di figura delle fronde caratteristica l’immagine acustica, dall’altro lato lo sfondo del paesaggio (Borgo Bassi anche acusticamente è inserito perfettamente nella realtà di Ummari) si fa sentire con il suo intervento di pochi mezzi di passaggio e allo stesso tempo distanti dalla realtà sonora dell’autostrada. Il lavoro sul suono è stato realizzato sia per enunciare queste caratteristiche ecologiche, sia per sottolineare le peculiarità acustiche dei materiali interni alle case. Infatti, ogni casa è un clima a sè, i pavimenti hanno sempre pedane di legno e resti di calcestruzzo e un loro particolare tipo di riverbero. Attraverso la microfonazione ravvicinata, inoltre, è stato possibile iniziare un tipo di lavoro (che prevede un seguito) sulla materialità del borgo attraverso la materia di costruzione che lo compone e il modo in cui è possibile farlo risuonare.