RizzaPAG


[english version]

Borgo Rizza is located in Contrada Tummarello in territory of Carlentini (SR). It was built under the project of land colonization provided by ECLS in 1939-40. The village was named after Angelo Rizza, murdered in 1921, and it is part of the eight rural villages that were to be expected and, at a project level, present on the various provinces of the island except for Ragusa area, on the economic and social reasons. According to the ELCS will, the villages had to be designed by Sicilian architects in such a way as to reflect the climate, the color and the particularities of place in buildings. It’s clear, however, that the reference architecture is from one side the rational one, represented by the wise architect Guido Mangano, and from another side by Nallo Mazzocchi Alemanni that was pushing towards what later will become the core architecture of the Fascism: Monumental neo-classicism.

Foto: Archivio Luce

Borgo Rizza, although it was part of the eight rural villages that had to launch the process of regeneration of depressed rural areas, did not have a life that really grew up: the 8 buildings that constituted it were abandoned in the seventies, and in 2007, the City of Carlentini initiated a restoration of the village, committing € 850,000 and then having to stop work for the availability of additional funds. So just three of the architectural complexes were been restored but not completed and moreover unfinished. In recent times, it has been proposed a restructuring plan that would redevelop the village, thanks to a tree nursery center for research and development of citrus fruit and olive-growing. To date, as often happens, is home to passionate players of soft-air.

On a sonic level, Borgo Rizza is surrounded by Eucalyptus that form the boundary between the acoustic outside and inside of the area, creating a bubble of isolation from external sounds to the village, bubble that benefits from a very large distance from population centers . At the level of soundscape, birds that inhabit the trees have the predominance, except on windy days, when the massive presence of shrubs dialogues with the wildlife, dominating in some areas, thanks to the hill on the left side of the church over the village, which creates a small amphitheater effect and the presence of grain in the flat side. The singing of birds can be heard even inside the ruins of the houses, as the interior have become, over the years, shelter for small birds who have adapted to nest. It’s particular also the corridor entrance that isolates sounds present in the village until the arrival in the main square, isolation achieved by two rows of trees in the main street. Among the interior particularities the church on the hill stands out, to the left of the main building. Now reduced to a state of ruin, it sounds a beautiful reverb, RT60 from 5 to 7 seconds depending on the point, which allows you to turn any material present in resonating material. Despite the village, favored by the position far from the urban centers, but easy to reach, both lived (more in play than real), and despite the presence of a house near to the church, before a restaurant and now probably inhabited, it is possible find good abandoned material to play with here and there. The stone in the first place, the one above all natural, mostly up the hill and the rustle of the corn. Then the wood, in the church and around the houses, often in natural interaction with the iron and metal. Given the dominant presence of sounds in the landscape, however, is to consider the relationship with that in ecological orchestra performances.


 [versione italiana]

Borgo Rizza, situato in contrada Tummarello in territorio di Carlentini, fu costruito in seno al progetto di colonizzazione fondiaria previsto dall’ECLS (Ente Colonizzazione Latifondo Siciliano) a partire dal 1939-40. Il borgo, intitolato ad Angelo Rizza assassinato nel 1921, fa parte degli otto agglomerati rurali previsti e che dovevano essere, inizialmente, presenti sulle varie province dell’isola tranne in quella ragusana dove non era presente latifondo. Secondo la volontà dell’ELCS, i borghi dovevano essere progettati da architetti siciliani in modo tale che rispecchiassero il clima, il colore e le peculiarità del luogo su cui sarebbero sorti. E’ evidente, però, che l’architettura di riferimento sia, da un lato, quella “razionalista”, rappresentata dal vecchio architetto Guido Mangano, e dall’altro da Nallo Mazzocchi Alemanni che spingeva verso il neoclassicismo monumentale che in seguito diverrà l’architettura simbolo del ventennio.

Foto: Archivio Luce

Borgo Rizza pur facendo parte degli otto agglomerati rurali che dovevano lanciare il processo di riqualificazione di alcune aree rurali depresse, non ebbe un vissuto che decollò mai realmente: gli otto edifici che lo costituivano vennero abbandonati negli anni Settanta. Nel 2007, il Comune di Carlentini ha avviato il recupero del borgo, impegnando 850.000 euro e dovendo poi bloccare i lavori per la indisponibilità di ulteriori fondi. Sono stati ristrutturati solo tre dei complessi architettonici e, per altro, non terminati. In tempi recenti, è stato proposto un progetto per riqualificare il borgo in cui ospitare un centro per la ricerca vivaistica e lo sviluppo delle colture agrumicole ed olivicole. Ad oggi, come spesso accade, è sede di appassionati giocatori di soft-air.

Acusticamente, Borgo Rizza è attorniato da Eucalipti che fanno da limite sonoro tra l’esterno e l’interno della zona, creando una vera e propria bolla di isolamento, bolla che trae vantaggio da una distanza molto grande dai centri abitati. A livello di paesaggio sonoro gli uccelli che popolano gli alberi hanno la predominanza, tranne nei giorni di vento, quando la massiva presenza di arbusti dialoga con la fauna, in alcune zone predominando, grazie anche ad una leggera sopra-elevatura del lato chiesa rispetto il resto del borgo che crea un piccolo effetto anfiteatro e la presenza di grano nel lato pianeggiante. Il canto degli uccelli si può ascoltare anche dentro i resti delle case, in quanto gli interni sono divenuti, nel corso degli anni, riparo per piccoli volatili che li hanno adattati a nido. Particolare anche l’ingresso a corridoio che isola i suoni più presenti nel Borgo fino all’arrivo nella piazza principale, isolamento realizzato mediante due file di alberi nel viale principale. Tra gli interni emerge per particolarità la chiesa sulla collinetta, a sinistra dell’edificio principale. Ormai ridotta in stato di rudere, suona di un bellissimo riverbero, con un RT60 dai 5 ai 7 secondi a seconda del punto, che permette di trasformare ogni materiale presente in materiale risonante. Nonostante il borgo, privilegiato dalla posizione distante dai centri urbani, ma semplice da raggiungere, sia vissuto (più a scopo ludico che reale) e nonostante la presenza di una casa proprio accanto la chiesa, prima luogo di ristoro e ora probabilmente abitato, è possibile trovare degli ottimi materiali con cui suonare abbandonati qua e là. La pietra, in primis, quella soprattutto naturale, per lo più verso la collina e il fruscio del grano. Poi il legno, presente nella chiesa e in giro per le case, spesso in interazione naturale con il ferro e il metallo. Vista la presenza predominante del paesaggio, però, è da considerare il rapporto con quest’ultimo nei momenti di orchestra ecologica.